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La bella Venezia, con la sua armonia di forme e colori è da sempre madrina dell’arte mondiale, quest’anno infatti la Biennale arriva alla sua 54° edizione che si intitola ILLUMInazioni. Il tema classico della luce è il prescelto, ma nel titolo vive anche un richiamo semantico: il suffisso “nazioni” si collega alle varie realtà sociopolitiche con un rimando esplicito ai padiglioni della Biennale. Iniziando proprio dai giardini, qui alcune delle nazioni partecipanti.
Spagna: Lo Inadecuado è una performance che mette in evidenza la fragilità di tutto ciò che consideriamo adeguato. “La realtà è un’illusione molto persistente”, concetti come quelli di devianza, radicalità, esclusione, linguaggio e censura vegono trattati dal dialogo di una cinquantina di esponenti che si alternano durante tutta la durata della Biennale. Qui la locandina, w gli inadeguati!
Francia: Chance è un’immesa opera di Christian Boltanski, immagini di bambini vengono srotolate velocissimamente sui rulli di una grandissima macchina industriale fatta di tubi metallici. L’artista apre un’ampia analisi sul caso e sul fato: lo svolgersi della vita e l’incessante ritmo della nascita suscitano interrogativi sull’universale e sull’unico. Cosa distingue gli uni dagli altri? Di tanto intanto viene scelta l’immagine di uno di questi bambini e proiettata sul fondo: potrebbe essere uno di cui potere e fama lascerenno il segno nella storia…ma allora è davvero una questione di fortuna?
Gran Bretagna: mitici Londinesi, sono riusciti a trasformare il proprio padiglione in una abitazione a due piani ricca di atmosfere imbevute di riferimenti letterari e cinematografici. L’artista Mike Nelson immerge lo spettatore in un racconto che si sviluppa attraverso la sequenza di strutture spaziali realizzate con grande meticolosità. Bellissimo!
Stati Uniti d’America: Gloria è il nome delle opere di Jennifer Allora e Guillermo Calzadilla, spazi dinamici e onirici fatti di sculture, performance video ed elementi sonori. Opere poetiche e monumentali che hanno il fine di interrogarsi sul rapporto tra arte, politica e identità internazionale nel XXI secolo. Quindi se le poltrone dell’American Airlines diventano letti e i bancomat suonano come organi giganti dobbiamo inizare a preoccuparci?
Granducato di Lussemburgo: Dalla riflessione sul significato di limite e di spazio i due artisti Martine Feipel e Jean Bechameil danno la consapevolazza che la percezione sensoriale abbia limiti fisiologici e che il nostro concetto di spazio sia ormai datato. L’importante non è superare il limite, ma creare un nuovo spazio nello spazio preesistente. Lo spazio ne risulta destabilizzato e in crisi e la ricreazione di spazio comporta la distruzione di un’istituzione; lo stesso vale per lo spazio di vita, d’azione, orientamento e comunicazione. Insomma…il risultato è caos percettivo.
Grecia: I migliori sono stati i Greci che hanno ribaltato lo spazio del padiglione sia esternamente che internamente, e hanno espresso al meglio, secondo la visione dell’artista Diohandi, la situazione politica europea e mondiale. Come critica sull’attuale esperienza greca di recessione il padiglione è stato ricoperto di legno come una grande scatola ed espone un “sold out” sopra l’entrata…all’interno solo acqua. Può valere il detto: “Facciamo acqua da ogni parte” ?
Oltre a questi paesi tantissimi altri, in totale 28 padiglioni allestiti ai giardini, altrettanti all’arsenale e stand esterni fino ad arrivare a 89 paesi espositori; un grande numero pensando che all’ultima Biennale ce n’erano 77. Tra questi alcuni sono presenti per la prima volta, come la Repubblica Popolare del Bangladesh, che mostra in modo scioccante la condizione attuale del paese. Il titolo del loro progetto è Parables-Parabole: si mette a confronto un’idea nota con una ignota e, attraverso associazioni di pensiero, si comprende ciò che prima era oscuro. Tayeba Begum Lipi riflette sulla terribile condizione della donna nella società del Bangladesh, mentre Imran Hossain Piplu presenta un museo di fossili animali, rimando a un’archeologia umana basata sull’eredità della guerra. E per finire (the last but not the least!) il Padiglione Italia, che quest’anno non si trovava al centro dei giardini ma bensì all’arsenale. Curato da Vittorio Sgarbi presenta una ricchissima offerta di giovani e affermati talenti dell’arte Italiana. La fondazione della Biennale tende a valorizzare la creatività contemporanea omaggiando anche la nostra bella Italia per il suo 150° compleanno. Arte astratta, ritratti, opere irriverenti e altre giocose. L’unica critica che si può fare è che, con così tante opere ammassate, l’attenzione vien a mancare velocemente.
Qui altre immagini di opere esposte:
E Maurizio Catellan, che fine ha fatto? Eccolo qui con i suoi 200 piccioni imbalsamati (una riedizione del suo Turisti del 1997) nel padiglione centrale dei giardini…poveri pennuti, avete infastidito la persona sbagliata!
Continue Reading »E bravi questi ragazzi francesi che hanno creato un nuovo plug-in per After Effect; finalmente qualcosa di davvero innovativo. Basta con “lens, wiggle e triggle” qui si lavora sulle proprietà fisiche degli oggetti: ogni oggetto può essere statico o dinamico e se dinamico avrà il suo peso specifico, proprietà elastiche e massa. Un pò come per 3d max, ma con un’interfaccia più intuitiva e in un programma svincolato dalle mesh 3d. Che dire, visitate il loro sito motion boutique e guardate qui sotto una demo di quello che Newton può fare:
Questo invece il link con la spiegazione ufficiale in una conferenza di Maggio per l’Adobe Creative Week di Parigi.
Continue Reading »E oltre alla bella America dove l’industria del Movie Design è leader mondiale, scopro una nuova realtà Argentina: Plenty. Questo studio creativo eccelle in creatività, effetti speciali, animazioni 3d e grafica: davvero bravi questi ragazzi! Qui il loro nuovo reel.
Plenty Reel 2011 from Plenty on Vimeo.
Continue Reading »Giocare a Calcio Balilla non ha prezzo, ma volete mettere giocare con un biliardino così? Sarebbe un vero e proprio sogno! Per fortuna ho ritrovato il link di questo incantevole, stupendo e inimitabile prodotto di Design: realizzato dallo studio Olandese Gro e vincitore del Red Dot Design Award del 2009 è stato presentato l’anno precedente al Salone del Mobile di Milano. Il Concept di progetto è quello di rendere l’esperienza del gioco “magica ed emozionale”, ricreare l’atmosfera di un intero stadio ed elevare di livello e la qualità del prodotto. Sotto il piano di vetro satinato sono stati inseriti piccoli led che si illuminano una volta che la pallina passa il sensore di una delle due porte, geniale! Qui alcune immagini e un video che vale più di mille parole:
11 The Beautiful Game from GRO design on Vimeo.
Continue Reading »Che i Gorillaz fossero la band virtuale di maggior successo lo si sa, perchè è entrata nel Guinness dei primati con la vendita, nel 2001, di circa 6 milioni di copie in tutto il mondo del loro primo album ( l’omonimo Gorillaz). Quello che forse non si sa è che questo progetto musicale è stato creata nel 1998 da Damon Albarn, leader dei Blur e l’illustratore Jamie Hewlett (allora suo coinquilino). La band è costituita da quattro personaggi sotto forma di animazioni: 2D (voce e tastiera), Murdoc (basso), Noodle (chitarra, tastiera e voce) e Russel (batteria e percussioni). La musica della band è frutto di una collaborazione tra vari artisti, essendo Albarn l’unico contributore permanente e il genere segnalato da Wikipedia è un mix tra diverse influenze di: dub, hip hop, rock alternativo, musica elettronica e pop. Geniale è stata la costruzione di una storia fantastica dei personaggi cartoon, disegnati con uno stile inconfondibile, che si arricchisce di anno in anno dal 2001 ad oggi. Qui sotto l’escursus che ho trovato nella Gorillaz fan page (cliccate il link per una migliore lettura):
Qui si narra di vicende che non conoscevo, Noodle è stata ricreata come cyborg da Murdoc con il DNA ritrovato dopo il disastro di El Mañana, sarà ancora viva? Stà di fatto che 2D viene rapito, sempre da Murdoc e portato a Plastic Beach, un’isola interamente costituita da plastica che fluttua nel mare in un luogo deserto del pianeta. Questa sarà la rinascita del gruppo…e Russel, che fine ha fatto?
Per i curiosi c’è in vendita, anche se quasi introvabile ormai, la Biografia del gruppo: un libro di 350 pagine che dovrebbe spiegare tutta la loro storia e si intitola the Rise of the Ogre.
Altra informazione degna di nota è che i video dei Gorillaz sono prodotti dal fantastico studio inglese Passion Pictures (potrete ammirare i loro studi prendendo una stradina trasversale di Oxford Street, a Londra: di fronte a voi si aprirà un gigante di vetro che è il loro headquarters). Non capisco bene perchè si è passati al 3d negli ultimi video (soprattutto Stylo), che secondo me non rende come le fantastiche illustrazioni animate in 2d, però…lascio a voi il verdetto finale.
Continue Reading »Qui due video il cui fine è la sensibilizzazione del fruitore: eseguiti con incredibile maestria hanno un carattere minimale e stilizzato ma molto, molto efficace. Il primo è un video di Jonathan Jarvis per il sito Charity Water, il cui progetto è portare acqua pulita e potabile in zone dove trovare acqua priva di batteri è impossibile.
Il secondo invece è di Chris Harmon e riguarda l’ammontare dei danni causati dalla perdita di petrolio nel Golfo del Messico dello scorso anno.
Oil’d from Chris Harmon on Vimeo.
Per fortuna c’è ancora qualcuno che utilizza i media per fare riflettere la gente.
Continue Reading »Chi da piccolo non ha sognato di colorare tutto, anche il pavimento, con i suoi nuovi pennarelli colorati? Io sì, lo devo ammettere; per questo quando mi sono imbattuta nelle opere di Heike Weber ho visto la realizzazione di un sogno lontano. Ciò che rende unico il suo lavoro artistico è questo effetto di tridimensionalità che risulta dai minuziosi segni a pennarello eseguiti su una superficie piana. Ottenuti con resine e riporti di colore acrilico, il loro effetto ondulatorio dà un sorprendente effetto dinamico agli ambienti.
Nata nel ’62 a Siegen (Germania) Heike Weber inizia a esporre nel lontano ’93. Con delle personali tecniche di virtù artistica è riuscita a movimentare ambienti di superficie maggiore ai 600 mq, in questi l’effetto divente davvero evidente e crea quasi un senso di “vertigine”. Geniale, non mi spiacerebbe avere un pavimento così in casa.
Continue Reading »Quest’anno ho avuto aimhè poco tempo da dedicare al bel Fuorisalone; qui alcune foto random dei progetti che mi hanno più colpita tra Zona Tortona, Lambrate e Brera.
il Superstudio di Zona Tortona era un pò vuoto rispetto agli anni passati, c’erano i classici stand delle pietre miliari del design, ma tra le tante installazioni pochi erano i prodotti veri e propri. L’Opificio 31 e il Temporary Museum di fronte pullulavano invece di nuovi e vecchi designer: tanto di cappello a David Trubridge e alle sue lampade e strutture in legno curvato, perchè sono sempre di una raffinatezza unica. A seguire tanti altri progetti interessanti di designer nordici, tra cui gli “animaletti domestici” di Friedrik Farg e l’acquario per pesci di Karl-Oskar Ankarberg e quelli dei giovani designer presentati nello stand di VIA Design France. Come tendenza sembra tornato molto l’utilizzo del legno: un “back to the nature” d’elitè caratterizzato da giochi di accostamenti tra materiali classici, tagli e finiture perticolari . Tanti i progetti artistici e poco funzionali, soprattutto nello spazio di Lambrate che è diventato una Biennale di Venezia in miniatura, sempre più ricco e vitale; simpaticissimi i progetti surreali di Laikingland (la tazza Storm in a Tea Cup è geniale!).
Superfuturistico lo Stand di Corian, che presenta i suoi prodotti ricreando tutte le ambientazioni del Film Tron Legacy (con ricostruzione di moto e interni della casa); anche nell’albergo Nhow molti progetti interessanti, tra cui le poltrone Microcosmo, il pianoforte Whaletone in resina e i prodotti di Jordi Milà, uno studio di Barcellona. Ultime le nuove lampade Moooi: Heracleum di Bertjan Pot e Marcel Wanders è davvero bellissima!
Ed eccoci in Brera, nello spazio dedicato a Belgium is Design, che presenta giovani e affermati Designer Belgi in uno scenario maestoso come la corte interna della Pinacoteca. Qui alcuni progetti, tra cui la bellissima lampada Night Night di Vanessa Hordies, a forma di clessidra, che si spegne quando cade l’ultimo granello di polvere al suo interno. Ultimi ma non meno importanti due progetti di Julien De Smedt, che presenta un progetto di libreria modulare, Stacked library, prodotta da Muuto e alcuni prototipi di una sedia e una panca per esterni: bravo Wouter!
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